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Visualizzazione dei post con l'etichetta rinascimento

Girolamo Riario e l'ambizione di dominare la Romagna

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  "... Tutto ebbe inizio nel 1473, quando a fronte di una spesa di 40.000 ducati dovuti a Galeazzo Maria Sforza, la città di Imola fu formalmente acquistata, per ordine del pontefice, dal vescovo Pietro Riario, che successivamente la donò al fratello Girolamo, insomma il solito affare di famiglia ..." Da " Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza ". capitolo 8, La Congiura De' Pazzi. Nel 1473, Girolamo Riario, conte e nipote di papa Sisto IV , fu nominato signore di Imola, spodestando Taddeo Manfredi. Ma l'ottenimento di Imola fu solo l'inizio: in quegli anni Riario stava tessendo un ambizioso piano di egemonia sulla Romagna. Il suo disegno politico mirava a estendere il controllo da Imola fino a Forlì e, potenzialmente, alla stessa Faenza, ponendo le basi per un dominio pontificio sempre più forte e accentrato nella regione. Un progetto che avrebbe alterato profondamente gli equilibri della Romagna, accendendo rivalità e resistenze tra le famiglie sign...

La casa Manfredi e l’onore dell’Imperatore Federico III

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"... torniamo al freddo gennaio del 1452. Galeotto Manfredi, insieme al padre e al fratello Carlo, sono in viaggio da Faenza per raggiungere Bologna, dove saranno ospiti dei Bentivoglio ..."  Da " Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza ". capitolo 3, Gioventù. La fama della casa Manfredi fu riconosciuta e onorata dall’imperatore Federico III d’Asburgo quando, all’inizio del 1452, scese in Italia per ricevere la corona imperiale. Giunto a Bologna il 23 gennaio, Federico III creò cavalieri alcuni illustri personaggi, tra cui Astorgio Manfredi e i suoi due giovani figli, Carlo e Galeotto, allora appena 13 e 12 anni. Durante il viaggio di ritorno da Roma, il 10 maggio, l’onore toccò anche a Gian Galeazzo II, fratello di Astorgio, segno di un riconoscimento prestigioso che consolidò ulteriormente il prestigio della famiglia Manfredi nel contesto politico e nobiliare del tempo. Un simbolo di gloria e di continuità familiare che consacrò i Manfredi come protagonisti ris...

Faenza si solleva: il grido di un popolo per Galeotto

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" ... Tutto ebbe inizio nel Quartiere di Porta Ravegnana, quando il malcontento serpeggiò tra i popolani, trasformandosi in una fiamma ardente di ribellione. Le voci si alzavano, potenti e unanimi, chiamando Galeotto, mentre il rintocco solenne della maggiore campana di San Francesco risuonava nel cielo, convocando il popolo alle armi ... " da "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza". capitolo 6. Come Galeotto ebbe Faenza. Come un torrente in piena, gli uomini presero la porta, innalzando barricate di legni, steccati e ripari lungo le strade. Ogni vicolo, ogni passaggio si riempiva di volti decisi e mani armate, pronti a combattere. E ovunque si alzava un unico, incessante grido: “Gallo! Gallo!”. Un nome che infiammava i cuori e dava voce alla speranza, un nome che prometteva riscatto e giustizia. Rivivi i momenti di questa straordinaria e tumultuosa ribellione, scopri gli intrighi e le lotte di potere nella Faenza del primo rinascimento nel libro " Galeotto...

Faenza: cantiere d’arte e cultura nel Rinascimento

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  L’intrecciarsi delle influenze ferraresi e fiorentine e il forte impulso dato alle arti sotto il governo di Carlo II e di Galeotto Manfredi trasformarono Faenza in un vivacissimo cantiere di esperienze e di stimoli artistici. Questa straordinaria fioritura non si limitò alle opere “maggiori” come la pittura e l’architettura, ma coinvolse tutto il tessuto artistico, dando nuovo valore anche ai prodotti tradizionalmente considerati "minori", come la ceramica, i manufatti artigianali e le decorazioni. Un Rinascimento vivido e pulsante, dove politica, cultura e arte si intrecciavano per rendere Faenza un centro di innovazione e bellezza senza pari. Vuoi scoprire di più sull’ambiente artistico e sulla figura di Galeotto Manfredi? Leggi il libro "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza" di Eugenio Larosa. Ordina ora la tua copia  e immergiti nella storia di Faenza e della Romagna!