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1480 - Intrighi di potere in Romagna

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  "... durante i trattati con il pontefice, i signori di Romagna, tra cui il nostro Galeotto, insieme a Costanzo Sforza, Roberto Malatesta e Antonello da Forlì, vennero esclusi da ogni condizione, perché considerati ribelli allo Stato Pontificio. Questo significava che il papa aveva campo libero di punirli e di disporre dei loro stati a suo piacimento, senza che nessuno degli alleati potesse intervenire ..." Da " Galeotto. L'ultimo vero signore di Faenza " , capitolo 8. La Congiura de' Pazzi. In quell'anno, Ferrante d'Aragona, re di Napoli , si impegnò a difendere i signori di Romagna, escludendo Galeotto Manfredi.  Ferrante aveva sostenuto Carlo Manfredi, ospitandolo a Napoli durante il suo esilio da Faenza, con l’obiettivo di riportarlo al potere sotto la sua protezione.  Questo avrebbe garantito al re una pedina fedele nel complesso scacchiere politico romagnolo. Dall’altra parte, Lorenzo de’ Medici , alleato di Galeotto, si adoperò per salvaguard...

La casa Manfredi e l’onore dell’Imperatore Federico III

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"... torniamo al freddo gennaio del 1452. Galeotto Manfredi, insieme al padre e al fratello Carlo, sono in viaggio da Faenza per raggiungere Bologna, dove saranno ospiti dei Bentivoglio ..."  Da " Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza ". capitolo 3, Gioventù. La fama della casa Manfredi fu riconosciuta e onorata dall’imperatore Federico III d’Asburgo quando, all’inizio del 1452, scese in Italia per ricevere la corona imperiale. Giunto a Bologna il 23 gennaio, Federico III creò cavalieri alcuni illustri personaggi, tra cui Astorgio Manfredi e i suoi due giovani figli, Carlo e Galeotto, allora appena 13 e 12 anni. Durante il viaggio di ritorno da Roma, il 10 maggio, l’onore toccò anche a Gian Galeazzo II, fratello di Astorgio, segno di un riconoscimento prestigioso che consolidò ulteriormente il prestigio della famiglia Manfredi nel contesto politico e nobiliare del tempo. Un simbolo di gloria e di continuità familiare che consacrò i Manfredi come protagonisti ris...

I Manfredi: tra potere, fede e rivalità dinastica

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  "... erano anni di grandi sconvolgimenti nella regione: la Romagna si trovava al centro di un conflitto spietato tra le grandi potenze del Nord Italia, il Ducato di Milano si scontrava con una coalizione capeggiata dalla Repubblica di Venezia e appoggiata da Firenze e dallo Stato Pontificio ..." Da " Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza " capitolo 1. I Manfredi al tempo della nascita di Galeotto. I Manfredi, vicari apostolici di Faenza e conti ereditarî della Val di Lamone, governarono sotto il controllo papale, con periodiche riconferme del loro vicariato. Il titolo di contea fu concesso da papa Gregorio XII nel 1413, segnando l’ascesa della famiglia nella politica romagnola. Alla morte di Guido Antonio Manfredi, il destino della casata si divise. Astorgio II mantenne il controllo di Faenza e della Val di Lamone mentre Taddeo, figlio di Guido Antonio, divenne signore di Imola, ricevendone poco dopo il vicariato apostolico. Da questa separazione nacque una ri...

Faenza: cantiere d’arte e cultura nel Rinascimento

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  L’intrecciarsi delle influenze ferraresi e fiorentine e il forte impulso dato alle arti sotto il governo di Carlo II e di Galeotto Manfredi trasformarono Faenza in un vivacissimo cantiere di esperienze e di stimoli artistici. Questa straordinaria fioritura non si limitò alle opere “maggiori” come la pittura e l’architettura, ma coinvolse tutto il tessuto artistico, dando nuovo valore anche ai prodotti tradizionalmente considerati "minori", come la ceramica, i manufatti artigianali e le decorazioni. Un Rinascimento vivido e pulsante, dove politica, cultura e arte si intrecciavano per rendere Faenza un centro di innovazione e bellezza senza pari. Vuoi scoprire di più sull’ambiente artistico e sulla figura di Galeotto Manfredi? Leggi il libro "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza" di Eugenio Larosa. Ordina ora la tua copia  e immergiti nella storia di Faenza e della Romagna!