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1488: Francesca Bentivoglio e il tentativo di ritorno a Faenza

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Nell’estate del 1488, poche settimane dopo la morte di Galeotto Manfredi , la situazione politica di Faenza era ancora tutt’altro che stabilizzata. In questo contesto Giovanni II Bentivoglio cercò di intervenire per favorire il ritorno in città della figlia Francesca, vedova di Galeotto. «... gli ultimi colpi di coda della sanguinosa successione manfrediana ebbero luogo nella torrida estate del 1488. Il Bentivoglio cercò di trattare con Lorenzo de’ Medici il rientro a Faenza della figlia Francesca, senza ottenere alcun risultato ...» Da Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza , capitolo 17, “La nuova signoria”. Il tentativo di Giovanni II Bentivoglio Il 27 luglio 1488 Giovanni II Bentivoglio , signore di Bologna, cercò di avviare trattative con Lorenzo de’ Medici per ottenere il ritorno a Faenza della figlia Francesca. La richiesta si inseriva nella complessa fase successiva all’assassinio di Galeotto Manfredi, quando la città cercava di preservare la c...

Maggio 1460 il fallito assalto a Faenza

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  Nel maggio del 1460 le tensioni interne alla famiglia Manfredi sfociarono in un tentativo armato contro Faenza. Taddeo Manfredi, in contrasto con Astorgio II, cercò di impadronirsi della città contando anche sull’appoggio di forze legate agli Sforza. L’episodio si inserisce in una fase di forte instabilità politica della Romagna, nella quale rivalità dinastiche, condotte militari e interventi delle potenze vicine si sovrapponevano continuamente. Il contesto politico Nel secondo Quattrocento Faenza era governata dalla famiglia Manfredi, ma il controllo della signoria era tutt’altro che stabile. Le tensioni fra i diversi rami della famiglia si intrecciavano con gli interessi di Milano, Forlì e delle altre potenze attive nella regione. Taddeo Manfredi si trovava in contrasto con Astorgio II e cercò di sfruttare il sostegno esterno per modificare gli equilibri di potere all’interno della città. L’assalto a Faenza Nella notte dell’assalto, gli uomini di Taddeo, so...

Girolamo Riario e il progetto di dominio sulla Romagna

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Nel 1473 Girolamo Riario entrò direttamente negli equilibri politici della Romagna attraverso l’acquisizione della signoria di Imola. L’operazione, sostenuta da papa Sisto IV, sottrasse la città a Taddeo Manfredi e pose Riario in una posizione strategica fra Bologna, Faenza e Forlì. «Tutto ebbe inizio nel 1473, quando a fronte di una spesa di 40.000 ducati dovuti a Galeazzo Maria Sforza, la città di Imola fu formalmente acquistata, per ordine del pontefice, dal vescovo Pietro Riario, che successivamente la donò al fratello Girolamo, insomma il solito affare di famiglia...» Da Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza , capitolo 8, “La Congiura de’ Pazzi”. Girolamo Riario e la signoria di Imola L’acquisizione di Imola rappresentò un passaggio decisivo nella carriera politica di Girolamo Riario. Nipote di papa Sisto IV , Riario poté contare sull’appoggio pontificio per costruire una propria base territoriale in Romagna. Imola occupava una posizione particolarme...

Galeotto Manfredi: Presentazione del libro a Faenza

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  Presentazione del libro "Galeotto. L'ultimo vero signore di Faenza" - 25 gennaio 2025 Faenza rende omaggio a Galeotto Manfredi, ultimo grande protagonista della signoria locale, con la presentazione del libro Galeotto. L'ultimo vero signore di Faenza di Eugenio Larosa, pubblicato dalla casa editrice White Line nella collana “Faenza360°”. Il volume è già disponibile nelle librerie e sull’e-commerce della casa editrice. Nel corso dell’evento, l’autore dialogherà con Martina Fabbri Nuccitelli, storica e autrice di un altro libro della collana “Faenza360°”.  L’incontro sarà un’occasione per immergersi nel contesto storico e culturale della Faenza del Quattrocento, offrendo una nuova luce sulla figura di Galeotto Manfredi. Uomo di straordinarie abilità politiche e protagonista di intricate relazioni con il potere e la nobiltà, Galeotto emerge in queste pagine come un simbolo dell’epoca delle signorie italiane. La presentazione sarà un momento di dialogo e riflessione, a...

Faenza si solleva: il grido di un popolo per Galeotto

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" ... Tutto ebbe inizio nel Quartiere di Porta Ravegnana, quando il malcontento serpeggiò tra i popolani, trasformandosi in una fiamma ardente di ribellione. Le voci si alzavano, potenti e unanimi, chiamando Galeotto, mentre il rintocco solenne della maggiore campana di San Francesco risuonava nel cielo, convocando il popolo alle armi ... " da "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza". capitolo 6. Come Galeotto ebbe Faenza. Come un torrente in piena, gli uomini presero la porta, innalzando barricate di legni, steccati e ripari lungo le strade. Ogni vicolo, ogni passaggio si riempiva di volti decisi e mani armate, pronti a combattere. E ovunque si alzava un unico, incessante grido: “Gallo! Gallo!”. Un nome che infiammava i cuori e dava voce alla speranza, un nome che prometteva riscatto e giustizia. Rivivi i momenti di questa straordinaria e tumultuosa ribellione, scopri gli intrighi e le lotte di potere nella Faenza del primo rinascimento nel libro " Galeotto...

I Manfredi: tra potere, fede e rivalità dinastica

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  "... erano anni di grandi sconvolgimenti nella regione: la Romagna si trovava al centro di un conflitto spietato tra le grandi potenze del Nord Italia, il Ducato di Milano si scontrava con una coalizione capeggiata dalla Repubblica di Venezia e appoggiata da Firenze e dallo Stato Pontificio ..." Da " Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza " capitolo 1. I Manfredi al tempo della nascita di Galeotto. I Manfredi, vicari apostolici di Faenza e conti ereditarî della Val di Lamone, governarono sotto il controllo papale, con periodiche riconferme del loro vicariato. Il titolo di contea fu concesso da papa Gregorio XII nel 1413, segnando l’ascesa della famiglia nella politica romagnola. Alla morte di Guido Antonio Manfredi, il destino della casata si divise. Astorgio II mantenne il controllo di Faenza e della Val di Lamone mentre Taddeo, figlio di Guido Antonio, divenne signore di Imola, ricevendone poco dopo il vicariato apostolico. Da questa separazione nacque una ri...

Faenza: cantiere d’arte e cultura nel Rinascimento

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  L’intrecciarsi delle influenze ferraresi e fiorentine e il forte impulso dato alle arti sotto il governo di Carlo II e di Galeotto Manfredi trasformarono Faenza in un vivacissimo cantiere di esperienze e di stimoli artistici. Questa straordinaria fioritura non si limitò alle opere “maggiori” come la pittura e l’architettura, ma coinvolse tutto il tessuto artistico, dando nuovo valore anche ai prodotti tradizionalmente considerati "minori", come la ceramica, i manufatti artigianali e le decorazioni. Un Rinascimento vivido e pulsante, dove politica, cultura e arte si intrecciavano per rendere Faenza un centro di innovazione e bellezza senza pari. Vuoi scoprire di più sull’ambiente artistico e sulla figura di Galeotto Manfredi? Leggi il libro "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza" di Eugenio Larosa. Ordina ora la tua copia  e immergiti nella storia di Faenza e della Romagna!

Galeotto Manfredi signore di Faenza: una signoria strappata.

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  Il 18 di novembre del 1477, giunse a Firenze una notizia che avrebbe scosso la Romagna: messer Galeotto Manfredi, figlio del signor Astorre da Faenza, aveva strappato con decisione la signoria di Faenza al fratello Carlo, legittimo governante, e all’altro fratello, vescovo della città. " Martedì a dì 18 detto venne novella in Firenze che messer Galeotto, figliuolo del signor Astorre da Faenza, aveva tolta la signoria di Faenza a un suo fratello chiamato messer Carlo, che n’era signore, e a un altro suo fratello che era vescovo, e che aveva messo a saccomanno circa 20 case di cittadini di Faenza partigiani di que’ suoi fratelli, e che l’aveva fatto con aiuto de’ Viniziani, de’ quali egli era soldato. " Dalla cronaca di Ser Giusto Giusti d'Anghiari (1437-1482) Con il fuoco dell’ambizione nel cuore e la spada salda nella mano, Galeotto strappò la signoria di Faenza al fratello Carlo, che ne era il signore, e al loro altro fratello Federico, vescovo della città. Vuoi rivive...

Cassandra Pavoni: Amore e Mistero di Galeotto Manfredi

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  Divenuto signore di Faenza, Galeotto Manfredi fece chiamare nella città la sua amante, Cassandra Pavoni. Nel dicembre del 1481, la donna assunse il nome di suor Benedetta da Ferrara, come attestato in un rogito datato 23 dicembre. Una figura enigmatica, al crocevia tra amore, politica e scelte personali, che arricchisce il mosaico della vita del signore di Faenza. Vuoi scoprire di più sulle relazioni e le scelte di Galeotto Manfredi?  Leggi il libro "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza" di Eugenio Larosa. Acquistalo ora e immergiti in un racconto avvincente, tra intrighi e passioni rinascimentali! #Storia #Rinascimento #GaleottoManfredi #CassandraPavoni #EugenioLarosa #IntrighiStorici #faenza #romagna #storiaditalia #quattrocento #congiure #ferrara #pavona

Lorenzo e Galeotto: Alleanze e Intrighi nel Rinascimento

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  Lorenzo de’ Medici non vedeva solo un alleato in Galeotto Manfredi: il supporto a signore di Faenza era fondamentale per contrastare le ambizioni espansionistiche in terra di Romagna del papa e delle grandi potenze come Milano e Venezia. Intrighi, alleanze e strategie che cambiarono il destino di Faenza e dell’intera Romagna si intrecciano in una storia avvincente di potere e politica. Vuoi scoprire come questi giochi di potere hanno scritto la storia? Leggi "Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza" di Eugenio Larosa!  Acquistalo ora e lasciati trasportare nel cuore del Rinascimento italiano, tra ambizioni, tradimenti e scelte che hanno segnato un’epoca!