Girolamo Riario e il progetto di dominio sulla Romagna
Nel 1473 Girolamo Riario entrò direttamente negli equilibri politici della Romagna attraverso l’acquisizione della signoria di Imola. L’operazione, sostenuta da papa Sisto IV, sottrasse la città a Taddeo Manfredi e pose Riario in una posizione strategica fra Bologna, Faenza e Forlì.
«Tutto ebbe inizio nel 1473, quando a fronte di una spesa di 40.000 ducati dovuti a Galeazzo Maria Sforza, la città di Imola fu formalmente acquistata, per ordine del pontefice, dal vescovo Pietro Riario, che successivamente la donò al fratello Girolamo, insomma il solito affare di famiglia...»
Da Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza , capitolo 8, “La Congiura de’ Pazzi”.
Girolamo Riario e la signoria di Imola
L’acquisizione di Imola rappresentò un passaggio decisivo nella carriera politica di Girolamo Riario. Nipote di papa Sisto IV , Riario poté contare sull’appoggio pontificio per costruire una propria base territoriale in Romagna.
Imola occupava una posizione particolarmente importante. La città si trovava lungo una delle principali direttrici della regione e il suo controllo permetteva di esercitare una crescente influenza sugli equilibri fra Bologna, Faenza e Forlì.
Un progetto politico sulla Romagna
L’ottenimento di Imola non rappresentò un punto d’arrivo. Negli anni successivi Girolamo Riario cercò di ampliare la propria influenza politica e territoriale in Romagna.
Il suo progetto si inseriva nella politica di Sisto IV e nella volontà pontificia di esercitare un controllo più diretto sulle signorie romagnole, formalmente comprese nei territori della Chiesa ma governate da dinastie locali dotate di una notevole autonomia.
Forlì rappresentò uno dei principali obiettivi di questa espansione, mentre anche la posizione di Faenza assumeva una particolare importanza nel nuovo equilibrio regionale.
Faenza e Galeotto Manfredi
Per Galeotto Manfredi , il rafforzamento di Girolamo Riario costituiva un elemento da tenere costantemente in considerazione.
Faenza confinava con territori direttamente interessati dall’espansione riariesca e si trovava al centro di un sistema di rapporti che coinvolgeva Firenze, Milano, Bologna, Venezia e lo Stato della Chiesa.
La politica di Galeotto dovette quindi confrontarsi anche con le ambizioni di Riario e con il progressivo consolidamento di un nuovo centro di potere nella Romagna orientale.
Forlì e il consolidamento del potere di Riario
Il progetto politico di Girolamo Riario si rafforzò ulteriormente attraverso il legame con Forlì. La costruzione di un dominio comprendente Imola e Forlì modificò gli equilibri regionali e aumentò la pressione sulle signorie vicine.
La Romagna del secondo Quattrocento appare così come uno spazio politico fortemente competitivo, nel quale le ambizioni delle dinastie locali si intrecciavano continuamente con gli interessi delle grandi potenze italiane.
Girolamo Riario nella politica del Quattrocento
La vicenda di Riario permette di comprendere quanto fossero fragili gli equilibri delle signorie romagnole. L’acquisizione di una città, un matrimonio, una condotta militare o l’appoggio del pontefice potevano modificare rapidamente i rapporti di forza.
In questo quadro, anche la storia della Faenza del Quattrocento deve essere letta in relazione alle vicende delle signorie vicine e alle politiche di Roma, Firenze, Milano e Bologna.
Approfondimenti
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