Maggio 1460 il fallito assalto a Faenza
Nel maggio del 1460 le tensioni interne alla famiglia Manfredi sfociarono in un tentativo armato contro Faenza. Taddeo Manfredi, in contrasto con Astorgio II, cercò di impadronirsi della città contando anche sull’appoggio di forze legate agli Sforza.
L’episodio si inserisce in una fase di forte instabilità politica della Romagna, nella quale rivalità dinastiche, condotte militari e interventi delle potenze vicine si sovrapponevano continuamente.
Il contesto politico
Nel secondo Quattrocento Faenza era governata dalla famiglia Manfredi, ma il controllo della signoria era tutt’altro che stabile. Le tensioni fra i diversi rami della famiglia si intrecciavano con gli interessi di Milano, Forlì e delle altre potenze attive nella regione.
Taddeo Manfredi si trovava in contrasto con Astorgio II e cercò di sfruttare il sostegno esterno per modificare gli equilibri di potere all’interno della città.
L’assalto a Faenza
Nella notte dell’assalto, gli uomini di Taddeo, sostenuti da truppe sforzesche, si scontrarono con le forze faentine fedeli ad Astorgio e con contingenti inviati in suo sostegno.
Lo scontro fu violento, ma il tentativo fallì: gli assalitori non riuscirono a entrare stabilmente in città e le forze faentine mantennero il controllo di Faenza.
Taddeo Manfredi
Taddeo apparteneva a un ramo della famiglia Manfredi coinvolto nelle lotte per il controllo di Faenza e del territorio circostante. La sua posizione mostra quanto le rivalità dinastiche fossero strettamente legate alle alleanze militari e politiche delle corti italiane.
Il ruolo degli Sforza
Il sostegno sforzesco all’azione di Taddeo evidenzia il peso di Milano negli equilibri romagnoli. Faenza non costituiva una realtà politica isolata, ma un punto sensibile nello spazio compreso fra Lombardia, Romagna e Toscana.
Le conseguenze
Il fallimento dell’assalto non chiuse le tensioni interne alla famiglia Manfredi. Le rivalità dinastiche continuarono a condizionare la vita politica faentina e avrebbero avuto conseguenze anche negli anni successivi.
L’episodio del 1460 costituisce quindi un precedente importante per comprendere il quadro politico nel quale, alcuni anni più tardi, si sarebbe sviluppata anche la vicenda di Galeotto Manfredi .
Faenza e i Manfredi nel Quattrocento
Per approfondire il contesto politico e dinastico consulta la pagina dedicata alla Faenza del Quattrocento e la sezione sui personaggi della signoria manfrediana .
Fonti e approfondimenti
L’episodio è ricostruito nel volume Galeotto. L’ultimo vero signore di Faenza di Eugenio Larosa, sulla base delle fonti e della bibliografia utilizzate per la ricostruzione della storia manfrediana.
